Traetta Opera Festival, a Bitonto si parte con Banda Osiris e Massimo Wertmüller

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«Gruppo rock cerca batterista: no perditempo». Facile avere la battuta pronta quando si è musicisti, dopo una vita passata a leggere note tra una stanghetta e l’altra. Lo spazio di una battuta, per l’appunto, anche se musicale. E diventa humor allo stato puro quando di mezzo c’è la Banda Osiris, protagonista dell’anteprima del Traetta Opera Festival sostenuto da Ministero della Cultura, Regione Puglia e Comune di Bitonto. L’appuntamento è per giovedì 17 settembre, alle ore 20, nel Teatro Comunale Tommaso Traetta di Bitonto. Sarà dunque un debutto all’insegna dell’irriverenza quello scelto per accompagnare il pubblico verso l’inaugurazione ufficiale del festival, fissata per sabato 19 settembre, alle ore 20, quando sullo stesso palcoscenico salirà Massimo Wertmüller con «La caduta di Troia», lettura dal Libro II dell’«Eneide» di Virgilio diretta da Sergio Maifredi e prodotta dal Teatro Pubblico Ligure nell’ambito del progetto «Eneide. Un racconto Mediterraneo».

Due appuntamenti molto diversi, ma accomunati dalla capacità di mettere in dialogo la parola, la musica e il teatro e di guardare alla tradizione con occhi contemporanei. Sono solo le prime due tappe di un programma che si svilupperà sino all’8 novembre e verrà annunciato nei prossimi giorni.

Dunque, Gianluigi e Roberto Carlone, Giancarlo Macrì e Sandro Berti, i quattro componenti della Banda Osiris, presenteranno il 17 settembre lo storico spettacolo «Le dolenti note», ispirato all’omonimo libro che gli artisti piemontesi trasformano da insieme di pagine scritte in un viaggio musical-teatrale ai confini della realtà. Dopo essersi addentrata in modo irreverente nei meandri del complesso universo delle sette note, abbattendo i rigidi accademismi e le barriere dei generi musicali, intrecciando, tagliando e cucendo musica classica e leggera, jazz e rock, la Banda Osiris concentra il proprio furore dissacratore sul mestiere stesso di musicista.

Attraverso musica composta e scomposta, musica da camera e da balcone, Beatles e Vasco Rossi, la Banda Osiris tratteggia il ritratto impietoso della figura del musicista: presuntuoso, permaloso, sfortunato, odiato e, raramente, amato. Da qui una serie di provocatori consigli: dal perché sia meglio evitare di diventare musicisti a come dissuadere i bambini dall’avvicinarsi alla musica; da quali siano gli strumenti musicali da non suonare a come eliminare i musicisti più insopportabili. Ma dietro la leggerezza, il gioco e l’apparente anarchia dello spettacolo c’è una straordinaria professionalità: per poter giocare davvero con la musica, smontarla e ricomporla, attraversarne i generi e deformarne le regole, bisogna conoscerne profondamente i meccanismi. È proprio la maestria dei quattro musicisti a rendere possibile quella libertà, quella capacità di non lasciare mai la musica ferma e di trasformarla continuamente in materia teatrale, comica, imprevedibile.

Un’anteprima che, con il suo humour surreale e la sua irriverenza, suggerisce fin dall’inizio un festival poco incline alle definizioni rigide e molto interessato alle contaminazioni. Un festival che sceglie di aprirsi anche alla leggerezza, senza mai confonderla con la superficialità: perché giocare con la musica, come insegna la Banda Osiris, è possibile soltanto quando la si possiede con grande rigore e competenza.

Dopo il sorriso e la dissacrazione della Banda Osiris, il 19 settembre il Traetta Opera Festival cambia registro e affida a Massimo Wertmüller il compito di inaugurare ufficialmente la nuova edizione. L’attore accompagnerà il pubblico dentro una delle pagine più drammatiche dell’epica occidentale con «La caduta di Troia». È un passaggio dalla comicità alla tragedia, ma anche dalla leggerezza della musica alla potenza della parola. E ancora una volta il festival mette in relazione epoche e linguaggi diversi: da una parte il Libro II dell’«Eneide» di Virgilio, dall’altra la musica di Tommaso Traetta, che proprio al dramma dell’eroe troiano dedicò due opere serie, «Enea nel Lazio» e «Enea e Lavinia».

Le musiche dello spettacolo sono infatti tratte da queste due opere, creando un legame diretto tra la parola di Virgilio e la produzione del compositore bitontino. Il rapporto con l’«Eneide» non è dunque soltanto un richiamo ideale alla grande tradizione classica, ma diventa materia concreta dello spettacolo: la voce di Massimo Wertmüller e le pagine musicali di Traetta si incontrano a distanza di secoli, riportando nel presente una storia che appartiene alle radici della cultura europea e mediterranea.

Wertmüller dà voce a Enea mentre, ospite di Didone a Cartagine, torna con il racconto alla notte in cui Troia viene ingannata, incendiata e distrutta. Il cavallo di legno, l’astuzia di Ulisse, il fantasma di Ettore che appare in sogno, la fuga di Enea e dei superstiti compongono una narrazione che non rimane confinata al mito, ma sembra spostarsi continuamente verso il presente. Sottolineata dalle musiche di Traetta eseguite al pianoforte da Leo Binetti, la poesia di Virgilio assume così il ritmo di una cronaca viva.

Città in fiamme, profughi, esuli, barche, mare: immagini che appartengono all’antichità e, nello stesso tempo, alle cronache del Mediterraneo contemporaneo. La caduta di Troia diventa allora il racconto di una perdita, ma anche della necessità di ripartire; di una città che scompare e di un popolo che cerca una nuova terra da immaginare.

I biglietti sono acquistabili sul circuito Diyticket e due ore prima dello spettacolo al botteghino del teatro.