Lunedì 10 e martedì 11 luglio a Taranto “Il Bestiario” della tradizione lucana

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TARANTO – Una raccolta di fiabe della tradizione popolare materana ha ispirato il «Bestiario», spettacolo diretto e adattato da Andrea Santantonio che il Centro di arti integrate Iac presenta a Taranto per la rassegna «In Cortile» del Teatro Crest lunedì 10 luglio (ore 20.30) nella parrocchia Sant’Egidio e martedì 11 luglio (ore 19) nella parrocchia San Massimiliano Kolbe. In scena ci sono le attrici Nadia Casamassima e Barbara Scarciolla che, con i musicisti Tommaso Di Marzo e Joseph Geoffriau, autori dei brani eseguiti dal vivo, danno corpo, voce e suono a questo spettacolo immaginato proprio come la tipica opera didattica medievale, nella quale le descrizioni delle nature e delle proprietà degli animali venivano utilizzate per ritrovare insegnamenti di ordine religioso e morale. Con la differenza che da questo «Bestiario» sono gli stessi bambini-spettatori a pescare storie e personaggi, tirando a sorte. Protagonisti sono galli, ricci, volpi, formiche, topi, talpe, asini e lucciole, animali nei quali le due performer si trasformano estraendo da un baule gli oggetti e i costumi per i loro travestimenti.

«Siamo partiti dai gesti ricorrenti della gente, che in modo naturale si trasformano in suoni e in pa­role, e abbiamo creato una continuità organica nella carne che si fa verbo, la lingua della confidenza originaria», spiega Andrea Santantonio, che per le illustrazioni dello spettacolo si è affidato a Giada Cipriani. Per secoli, prima di essere scritte, le favole venivano racconta­te e trasmettevano un universo di significati e simboli legati alle vicende locali. Ma in tempi non molto lontani si è creata una profonda frattura tra passato e futuro, cultu­ra contadina e progresso, perché il dialetto era considerato una vergogna. E perdendo l’idioma popolare si è persa non solo parte di quel patrimonio, ma anche la musicalità indigena, cioè la capacità di saper produrre musica vicina alle origini della propria terra. Per questo Andrea Santantonio, con i protagonisti dello spettacolo, ha deciso di iniziare un percorso legato al dialetto e alla sua valorizzazione, iniziando dal recupero delle favole che i nonni raccontavano ai nipoti. E questo recupero è avvenuto alternando l’italiano al dia­letto, la lingua della scuola a quella del sentimento, cercando di restituire alle fiabe la dimensione po­etica andata perduta. Una dimensione che per la rassegna «In Cortile» diventa al tempo stesso occasione di socializzazione.

Biglietti 5 euro, info e prenotazioni al numero 366.3473430 (attivo anche WhatsApp).